Costa Rica, il paradiso naturale dell'active - Tucano Viaggi Skip to main content

Volare come Tarzan sulle cime degli alberi e fare trekking lungo i sentieri nella foresta, immergersi nelle acque del Mar dei Caraibi e surfare sulle onde dell’Oceano Pacifico. In Costa Rica, ecologia, natura e sport la fanno da padroni. E piacciono tanto agli italiani 

 

Testo di Pietro Tarallo

 

“Magia de la naturaleza”. Ma anche, “Sin ingredientes artificiales “. Questi gli slogan con cui la Costa Rica, Svizzera in salsa creola, si è imposta all’attenzione del Mondo, riuscendo a proporsi come destinazione ecologica nel segno della natura. E gli appassionati di birdwatching, rafting, surf, pesca d’altura, botanica e trekking affollano sempre più numerosi questo piccolo Paese del Centro America, che possiede una ricchezza biologica enorme. In soli 51.100 kmq, pari allo 0,03% della superficie della Terra, esiste il 5% della biodiversità mondiale. Un ineguagliabile ecosistema tutelato da parchi e riserve naturali, perfettamente attrezzati, che si estendono sul 30% del suo territorio. Ma non solo. Nella terra un tempo regno dei generali golpisti, della guerriglia e delle dittature, la Costa Rica ha buttato alle ortiche, nel 1949, militari ed esercito e ha elaborato una coscienza civile e democratica profondamente differente rispetto a quella del resto del Centro America.

 

Canopy e tartarughe

Ecco i luoghi più interessanti, dove volare come Tarzan sulle cime degli alberi con i canopy, cavi d’acciaio sospesi tra una piattaforma e l’altra, immergersi nelle acque cristalline del Mar dei Caraibi e dell’Oceano Pacifico, seguire i sentieri ben tracciati delle sue intricate foreste, regno della biodiversità. Nel Parco Nazionale Tortuguero, sulla costa nord del Caribe, dove piove un giorno sì e l’altro pure, la spiaggia selvaggia rappresenta il caos primordiale, squassata da alte e feroci onde. Qui, vengono a deporre le loro uova, da marzo a ottobre, ben 20.000 tartarughe marine. Uno spettacolo emozionante, in particolare nelle notti di luna piena. Si risalgono canali e fiumi costieri che penetrano nella foresta pluviale.

A nord-ovest della capitale si trova il Parque Nacional Volcán Arenal, nella Cordillera de Titaràn, dominato dall’omonimo vulcano, che ha ripreso la sua attività eruttiva il 29 luglio 1968, dopo circa 1500 anni di inattività. La spettacolare discesa di lava è visibile, soprattutto di notte, dai lati occidentale e settentrionale. Il fiume, che scende dal vulcano Arenal, forma piccole cascate di acqua termale, a 39°C, fra felci e alti alberi, fiori e bromelie, e alimenta alcune piscine. Proseguendo verso ovest, attraverso la Penisola di Guanacaste, con l’omonimo Parco Nazionale, si raggiunge il Pacifico, che si scatena in onde gigantesche, dentro le quali si gettano, con le loro tavole da surf, ragazzi provenienti da tutto il mondo. In perenne ricerca della grande onda. Soprattutto a Playa Grande, una delle più belle e sterminate di tutto il Paese, a nord di Tamarindo, il villaggio più turistico di tutta la costa pacifica della Costa Rica, e a Playa Nosara, contornata da boschi lussureggianti, abitati da armadilli. New entry è Montezuma che, da semplice villaggio di pescatori si è trasformata, per la sua straordinaria bellezza paesaggistica e per lo splendore della sua spiaggia bianca, in un centro di villeggiatura alla moda.

 

Vito Sansonetti, italiano sull’altopiano

Da decenni, in questo paradiso terrestre, gli italiani sono di casa. A San Vito, cittadina a 980 metri, pare d’essere in un paesino del centro-sud d’Italia. Dappertutto insegne di ristoranti e negozi in italiano e caffè all’aperto pieni di gente. Tutto merito di Vito Sansonetti, romano, ex-ammiraglio, che negli anni Cinquanta ha colonizzato l’altopiano di Coto Brus, portando con sé molti connazionali. Un’opera ciclopica, che oggi farebbe molto discutere gli ambientalisti, in quanto trasformò parte della foresta vergine in un’area agricola. Sul filo della Cordillera Central tappa obbligata a San José, l’animata capitale che, nell’Ottocento, grazie ai soldi dei “baroni del caffè”, si è arricchita di palazzi importanti. In Plaza de la Cultura, centro dello struscio cittadino, si ammira il grande sfolgorìo di marmi, tutti rigorosamente provenienti dalle Alpi Apuane, del Teatro Nacional, tempio della lirica e della musica classica, imitazione dell’Opéra di Parigi.

A Playa Tamarindo, di fronte al Pacifico, una delle più belle del Paese, vive Antonietta Onofri, ex-giornalista, che ha lasciato Milano nel 1992 e, insieme al marito Claudio, si è trasferita qui per realizzare il sogno della sua vita: nuotare fra mante, tartarughe, orche e balene. Qui, ha fondato l’Agua Rica, uno dei maggiori diving center di questa località. Gli incontri speciali, nelle profondità dell’oceano, sono assicurati.

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Pietro Tarallo

Nomade per vocazione, sedentario per scelta. Un karma che l’ha portato a viaggiare per conoscere, scrivere, parlare, ricordare, pensare, sognare e fotografare. Ha scritto reportage per le più...